Vittorio Tadei e il successo di Teddy

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Vittorio Tadei nacque a Rimini nel 1935 da padre ferroviere e madre casalinga. Sesto di sette fratelli, negli anni ’60 abbandonò la professione di commercialista per lavorare nel negozio di abbigliamento delle sorelle a Riccione. Qui scopre la sua passione per la moda e inizia l’avventura di Teddy aprendo il primo laboratorio a Rimini.

Questo piccolo negozietto con il passare degli anni diventa una delle aziende leader nel fast fashion, un impero della moda che oggi conta 600 negozi in 42 paesi del mondo con 4 marchi (Calliope, Terranova, Rinascimento e Miss Miss), più di 2.500 dipendenti e 4.000 collaboratori con un fatturato annuo di 600 milioni.

Vittorio Tadei viene a mancare nel Luglio del 2016 dopo una lunga malattia; già dal 2011 aveva lasciato il gruppo nelle mani delle figlie e dei generi.

Oltre al grande successo del Gruppo Teddy, quando era in vita, Vittorio si era dedicato a un importante impegno nel sociale e nella scuola, tutto questo per restituire alla comunità locale quanto la fortuna imprenditoriale gli aveva dato e la sua generosità è sempre stata riconosciuta dalla sua città.

I suoi maestri in vita sono stati due: Don Oreste Benzi, fondatore della comunità Papa Giovanni XXIII e il figlio Gigi, scomparso tragicamente alla cui memoria sono stati dedicati tanti progetti di solidarietà sociale.

Due frasi hanno accompagnato Vittorio Tadei durante la sua vita che citava per spiegare il suo stile imprenditoriale; la prima la lesse quando era adolescente nella sua casa bombardata di via Abruzzo quando un pomeriggio del 1948, camminando tra le macerie, trovò un libro aperto dove vide queste parole: “L’uomo è amministratore dei beni che dispone e non padrone.” La seconda frase la lesse su un muro di un convento vicino a Pistoia e pronunciava: ““A cosa ti giova guadagnare il mondo intero se poi perdi l’anima?”

Uomo carismatico, sognatore, lungimirante e misericordioso, Vittorio Tadei è stato e sarà un grande esempio di uomo e imprenditore.

 

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