Dmènga trenta Nuvèmbre

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Dmènga trenta Nuvèmbre
(Domenica 30 Novembre)
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L ‘è cumè andè d’atòrna m’ùn böz ad vespi.
(È come andare attorno a un nido di vespe.)
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L’è sèmpra mèj una vzìglia d’una quarèsma.
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Bsògna santi tót al campèni per capì quèla clà sòuna mej.
(Bisogna sentire tutte le campane per capire quella che suona meglio.È bene ascoltare tutte le versioni prima di dare un giudizio.)
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E zcór ma la nóra perchè la suocera la intènda!.
(Parla con la nuora perchè la suocera intenda!.Si dice quando uno non vuol parlare direttamente con una persona.)
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In cumpagnia l’à ciapè möj ènca un frè!.
(In compagni ha preso moglie anche un frate.!)
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Us zcör de dièvul e sóbit e spunta al corni!.
(Si parla del diavolo e subito spuntano le corna.quando si stà parlando di una persona e subito arriva!.)
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Prèima dali e pu prumètli!.
(Prima dalle e poi promettile!.Mena subito perchè chi mena per primo mena due volte!.)
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Bsógna tó só bród e garnèli.
(Bisogna prendere su brodo e acini.Ossia prendere su il buono e il cattivo.)
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Bòna dmènga ma tót !.
(Buona domenica a tutti!.)
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Una paròla poca usèda l’è
“BALIGÒT”

 

Renato Fattori

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