L’imperatore Vespasiano, per linea paterna, era un “romagnolo”

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L’imperatore Vespasiano era figlio secondogenito e nacque nel 9.
Il fratello maggiore si chiamava Sabino.

Sua mamma era di una famiglia altolocata di Norcia (paese in Sabina), suo padre era di Rieti capitale della Sabina.

Ma il padre di lui, il nonno di Vespasiano non era un sabino, era nato nella Gallia Cisalpina.
Era figlio di un “Manceps operarum”, “Locatore di operai” che dall’Umbria del nord solevano andare in Sabina ogni anno in primavera a lavorare nei campi.
Quindi il bisnonno di Vespasiano come “Manceps operarum” accompagnava gli operai in Sabina per stipulare i contratti di lavoro e trovare gli alloggi.
A forza di andare in Sabina per lavoro ci si trasferì a vivere con la famiglia ed il figlio ancora piccolo, il nonno di Vespasiano.

Il bisnonno di Vespasiano era un umbro del nord e doveva essere nato verso il 75 a. C..

I confini a sud della Gallia Cisalpina furono fissati con precisione solo all’epoca di Augusto

Le Valli del Savio, della Media ed Alta Valmarecchia ed il comprensorio della città di Ariminum erano da qualche secolo in territorio gallico.

Augusto nella sua divisione inserì la Valle del Savio e la Media ed Alta Valmarecchia nella regione Umbria e non nell’Aemilia facente parte questa della Gallia Cisalpina.
La città di Ariminum ed il suo comprensorio facevano parte della Regione Aemilia ma non della Gallia Cisalpina il cui confine a sud era stato fissato al mitico fiume Rubicone.

Quando nacque il bisnonno di Vespasiano i confini a sud della Gallia Cisalpina comprendevano quindi anche l’Umbria del nord.
Il bisnonno di Vespasiano poteva allora essere un umbro della valle del Savio con Sarsina o Cesena come città di riferimento o essere della zona della Media o Alta Valmarecchia con Verucchio come centro di riferimento se non anche essere della zona del riminese con Ariminum come municipio di riferimento.

 

Testo: Gaetano Dini

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