Natale di una volta a Rimini

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Un ricordo natalizio.
La sera di Natale, tutta la famiglia si recava alla Messa di mezzanotte.
Per arrivare alla mezzanotte (non c’era la televisione), si dividevano i compiti: le donne in cucina a preparare i cappelletti; gli uomini e i bambini, in sala a sistemare le luci e dare gli ultimi ritocchi al Presepe. In quei tempi le famiglie non avevano il congelatore, quindi i cappelletti venivano fatti al momento, con l’aiuto di tutte le donne della famiglia.

Solo negli anni ’50 – ’60 venne introdotto l’albero di Natale e i regali portati da Babbo Natale. Prima era la Befana che portava i regali, con l’usanza di mettere le calze appese al camino. Gli addobbi dell’albero consistevano in poche e semplici cose: qualche mandarino, alcuni torroncini, qualche cioccolatino e alcuni mini panettoni Motta. Le palle erano di vetro molto sottile (non c’era la plastica) ed era frequente che si rompessero scivolando dalle mani. Non ricordo se c’erano anche le luci; invece ricordo che per riempire l’albero si ricorreva ai festoni di carta di svariati colori che dalla cima scendevano fino al vaso.
Mi viene da dire, con nostalgia, come era più bella la vita in quei tempi. Si viveva e si gioiva per semplici cose, un mandarino o un panettoncino ci rendevano felici…

Guido Pasini

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