IL DIALETTO ROMAGNOLO

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IL DIALETTO ROMAGNOLO
(Premetto, non sono assolutamente un linguista e tantomeno un letterato ma uno che è innamorato della propria “lingua” e la “osserva”, IL ROMAGNOLO. Mi scuso per le eventuali imprecisioni nella scrittura dei vocaboli)
l nostro dialetto, leggermente diverso da zona a zona,( avolte solo per l’apertura o meno di una vocale o come il santarcangiolese che utilizza dittonghi – bastOUn- furnAEr-contrariamenr al riminese che ne utilizza di meno tipo bastOn- furnEr ecc.), è ricchissimo di detti e vocaboli, molti dei quali, pur avendo le stesso significato del corrispondente in lingua, apparentemente non hanno attinenza. A molti poi, gli si danno significati in base all’espressione, al tono, oppure allo scandire delle sillabe.

Faccio un esempio: Una parola comune da noi è la parola “pataca” (con una sola C).

Il suo significato, può essere inteso in vari modi cioè: Lo si dice di persona che vuole vantarsi o che si da delle arie, ma che i risultati lo rendono ridicolo, comico. A volte la linea che separa l’eroe dal pataca è molto sottile (vedasi Valentino Rossi chiamato il pataca).

Esempio di diverso significato: se si vuole fare un gesto affettuoso ad un bambino, gli si rivolge con espressione gentile e sorridente: “sei un pataca valà (oppure, sei un patacone).

Se invece la si pronuncia con intenzione di disprezzo lo si fa con bocca aperta scandendo e marcando le sillabe, con espressione del viso diversa.

Così tante altre parole. Siccome, purtroppo il nostro bellissimo dialetto si sta dimenticando, ho pensato di riportare alcune parole, o frasi che, come dicevo, non hanno apparentemente attinenza letterale con le corrispondenti in lingua, pur avendo lo stesso significato. Ognuno di voi, può aggiungerne altre.

Sul significato vado a memoria, per cui potrebbero esservi errori.

E FA BAZILE’ (fa preoccupare)
E SURNACIA (russa)
U’INZECA (ci indovina)
UNGN’INZECA (non ci indovina)
E SPARAGNA (risparmia)
SGUVANED (ingordo)
LUVACIOUN (goloso)
LUVERIA (golosità)
AN MI LA POS TO (non riesco a rassegnarmi)
SCARAMAZ (baccano)
L’E’ STRAC S’CENT (molto stanco)
L’HA VOIA AD ZOCA ZALA (è polemico)
UN BAT PERI (insensato)
ACQUADEZZA (mezzo vino)
BADURLE’ (passarre il tempo)
BAGHIN (maiale)
BALOSC (strabico)
BIGAT (lombrico)
BURDEL (bambino)
FURMINENT (fiammifero)
GARAVLE’ (rimediare)
GHEFLI (gomitolo)
MASED (nascosto)
PARTUGALA (arancia)
ZNIN (piccolo)
PUSSIOUN (podere)
PURAZI (vongole)
SBUDLED (con i vestiti in disordine)
SCADOUR (prurito)
SCAFOUN (lavandino da cucina)
S’CIADUR (matterello)
LA ROLA ( focolare, piattaforma sotto la cappa del camino)
SBUROUN (che si da delle arie)
SPAZADURA (scopa)
E VALZER AD BILOZZ (non finisce mai)
T’AM FE STRIMULOI (mi fai rabbrividire)
SCARANA (sedia)
SACOUNA (giacca)
VARGHETA (fede nuziale)
S’CIAFLI (ciabatte)
GHEFLI (gomitolo)
BALDAZ (pupazzo)
E SCAPOZA (egli inciampa)
B’SAREL (piselli)
FURMANTOUN (granoturco)
GARNEDA (scopa)
SGUDEBLI (antipatico)
LUMBARDOUN (baccalà)
A VAG AD SCARANEDA (vado veloce)
A I’HO PRESSIA (ho fretta)
E COSTA (è caro)
E SPARAGNA (risparmia)
L’HA E BRAZIN CURT (è avaro)
SCAPOIN (bellariese- soletta delle calze)
L’E’ UNA LIGERA (è un lazzarone)
E FA I’OCC MAL POLSI (è perspicace)
A GL’IANUSI AD BACOC ( le ha finite, pur avendone sette solai)
E VALZER AD BILOZ (non finiva mai)
STRASOURDNI (forte cattivo tempo)
T’CI TE? T’CI ANCOURA VOIV? (saluto amichevole e affettuoso !!)
C’UT VEGNA UN AZIDENT T’CI PROPI TE’? (altro saluto affettuoso!)
…….e tanti altri da aggiungere, se volete.

Grazie a Filippo Vannini 

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