GEA DELLA GARISENDA E VILLA AMALIA

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Nel 1819, Carolina di Brunswick moglie di Giorgio IV e futura regina d’Inghilterra, regalò al suo aitante accompagnatore, Bartolomeo Pergami, una tenuta con annessa villa settecentesca, ubicata a Villa Verucchio nel riminese, spesso abitata da lei stessa.

Questi, per riconoscenza, la chiamò tenuta Amalia, secondo nome di Carolina. All’inizio del 1900, la villa con annessa tenuta, fu acquistata da Alessandra Drudi, in arte Gea Della Garisenda, dove soggiornò fino alla morte.

Gea Della Garisenda, nacque a Cotignola il 24 Settembre 1878 e morì a Villa Verucchio il 7 Ottobre 1961. Studiò canto lirico al conservatorio di Bologna, si diplomò e divenne cantante lirica notissima in tutto il mondo e specializzata in operette.

Era una Bellissima donna (io la conobbi personalmente, dirò come, quando ero un ragazzino e lei ultrasettantenne, ma ancora in possesso di grande fascino). Date le sue doti, era ammirata e corteggiata da molti, tra i quali Carducci, Pascoli, Leoncavallo, Di Giacomo e Trilussa, il quale dedicò alla cantante, una soave poesia.

Il nome d’arte Gea Della Garisenda, le fu dato da Gabriele D’Annunzio. Villa Amalia divenne il salotto buono dell’arte e della cultura di quegli anni. Divenne celebre (e la cosa dati i tempi fece scandalo), perché durante la guerra in Libia, il giorno 8 Settembre 1911 durante una recita al teatro Balbo di Torino, lanciò l’inno patriottico “Tripoli bel suol d’amore”, vestita unicamente del tricolore.

Dopo aver ottenuto tanti successi in tutto il mondo, il 3 Settembre 1933, sposò il notissimo industriale Teresio Borsalino, titolare dell’omonima industria dei cappelli. Da quel momento dedicò tutta la sua vita al marito, cessando quasi ogni attività lirica. Il nipote, Alessandro Savazzi, in seguito, trasformò la tenuta in una grande azienda agricola produttrice di vino. Tuttora si produce il vino tenuta Amalia, ed è molto apprezzato.

La sede della cantina si trova nella ex villa, da molti chiamata Villa Garisenda. Il nipote stesso, è stato il principale promotore del campo da golf, ubicato nei pressi, ora chiamato Rimini Golf. Come ho detto in precedenza, io l’ho conosciuta personalmente e spiego come. Verso i primi anni 1950, io ragazzino, suonavo il clarinetto, nella banda città di Rimini diretta dal grande maestro Antonio di Iorio. In quei tempi alle feste, sia private che parrocchiali, interveniva la banda.

Infatti, le orchestre organizzate erano pochissime, esistevano soltanto piccoli gruppi, di alcuni dei quali feci parte anch’io. Gea, tutti gli anni (non ricordo in quale giorno dell’anno), organizzava una grande festa per tutti i suoi dipendenti e incaricava sempre la nostra banda a sostenere la parte musicale.

Il nostro repertorio era composto principalmente da musica classica e brani d’opera. Essendo lei un’affermata cantante lirica, lo apprezzava in particolar modo e si interessava a noi ragazzini come, secondo lei, musicisti del futuro. Veniva a parlarci raccontando alcune cose, sempre inerenti la musica. Alessandra Drudi, in arte Gea della Garisenda, morì a Villa Verucchio il 7 ottobre 1961.

Filippo Vannini

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