Rifletti ancora
i tuoi occhi ambrati
incerti e lontani
nei miei
specchio segreto
di questo andato cuore randagio
bellezza
di un sogno
che mi corri dentro
la nostra vita brucia
ancora nel luminoso incanto
dell’estate
Luciano Monti
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Rifletti ancora
i tuoi occhi ambrati
incerti e lontani
nei miei
specchio segreto
di questo andato cuore randagio
bellezza
di un sogno
che mi corri dentro
la nostra vita brucia
ancora nel luminoso incanto
dell’estate
Luciano Monti

Fra i vècc cume me Zartuni s’arcorda Quand Jano d’Gambin E’ fileva la corda. E’ zirev un burdel, da l’elba a la sera, una roba ‘d du metre sporcad’ pegula nera. E Jano sla canva, vruceda si fienc, e’ feva

Dedico questa mia poesia dialettale ( con traduzione in italiano ) a chi è cresciuto con la piada tra i denti e nel profondo del cuore… av salut ma tot Luciano “L’UDOR DLA PIEDA” QUANT CHE A PAS PER STREDA

Perché guai a chi ci tocca la esse. Perché la piadina fa convertire anche il kebab che diventa amico dello speck. Perché da noi non ci si fidanza: “Us fa l’Amor”. Perché ancora a sessant’anni chiamiamo gli amici “Chi Burdèl”.

Lundé quìng Sètèmbre. (Lunedì 15 Settembre.) ———- Chi sa fé e fa… Chi sa fé qualcosa l’insegna. Chi un sa fé gnint l’aminestra. (Chi sa fare fa.) (Chi sa fare qualcosa insegna.) (Chi non sa fare niente amministra.) ———– L’è