Vènér dó Znèr: E fil de capòun!

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Vènér dó Znèr
(Venerdì due Gennaio)
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Us po’fè al”calèndi”ènca sla zväla.
(Si può fare le “calende”anche con la cipolla.…
Era un altro modo per vedere la piovosità dei 12 mesi dell’anno.Consisteva nel mettere 12 coppelle di cipolla sul davanzale di una finestra con sopra ognuna un pizzico di sale.Dopo qualche ora si andava a controllare partendo da sinistra verso destra,la prima era Gennaio e così di seguito si vedeva il clima in base alla quantità di liquido che si era formato nella coppetta di ciascuna cipolla.
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Znèr ventós,Febrér nevós!.
(Gennaio ventoso,Febbraio nevoso!.)
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E fil de capòun!.
(Il filo del cappone!.)
Il cappone è un galletto al quale sono stati asportati i genitali.La ferita veniva cucita con comune filo da sarta;quando si mangiava,quel filo,veniva recuperato da chi se lo trovava nel piatto con la carne e conservato gelosamente perchè si riteneva che portasse fortuna specialmente al gioco!.
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Bòna zurnèda ma tót!.
(Buona giornata a tutti!.)
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Sa vól di la parola”GARAVÈLA?
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Renato Fattori

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